da:
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02-03-2001, 20:02
shelburn
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E’ notizia di pochi minuti fa l’ultima impresa delittuosa del maniaco delle salsiccie di cinghiale della Val di Chiana.
La sua ultima vittima piangendo ci racconta i particolari:
“Stavo per dare il primo morso alla mia merenda, quando da una macchina che passava si allunga un braccio e mi scippa la merenda con salsiccia di cinghiale, e scappa a tutto gas, gridando GNAM, GNAM!”
Con la voce rotta dall’emozione dopo l’ultimo particolare doloroso, la vittima si ferma, incapace di andare avanti.
Non se ne può più, qualcuno fermi quel bruto!
“Ha potuto almeno prendere la targa?”
“Solo la provincia, deve essere una città vicino Roma, perché era targata NAMO”
“Capisco, grazie della collaborazione, e buona fortuna”
Da Cetona è tutto, il vostro corrispondente
Turms l’Etrusco.
Sviluppi clamorosi nel caso del serial salsiccer
Fermati Nutij e Bigdevil. Contro di loro la testimonianza di una vecchietta che li ha individuati come “compagni di merenda”.
Non abbiamo parole, ci sembra impossibile, soprattutto Nutij, propietaria di un bar, andare a rubare le merende degli altri? Impossibile, certamente si tratta di un errore.
Liberata Nutij, chiaramente estranea alla faccenda, si complica la posizione personale di Bigdevil.
Contro di lui, a detta degli inquirenti, prove schiaccianti:
oltre alla notorietà come “compagno di merende”, sono state trovate impronte sulla neve di una persona molto pesante. Segnalazioni di vittime sono concordi nel parlare di una persona grossa, alta circa 1,85, il che corrisponde perfettamente alle caratteristiche di Bigdevil.
Contestiamo la targa di una provincia del Lazio (NAMO, mi sfugge che città sia, dovrò ripassarmi la geografia, però non c’è dubbio che l’espressione appartiene al dialetto romanesco), mentre Bigdevil è genovese. Gli inquirenti replicano che la macchina sarà probabilmente rubata, e che comunque hanno in mano prove pesanti, e appena avranno il mandato faranno irruzione nell’appartamento di Bigdevil per trovare le prove definitive.
Domandiamo che tipi di prove.
Rispondono che il maniaco lascia come firma dei suoi delitti un biglietto con dei geroglifici.
Bigdevil ladro di merende? Suvvia, è impossibile!
Intervista con l’esperto egittologo Christian Jacq
Ci viene notizia (non sappiamo quanto attendibile) che sarebbe stato intervistato nientepopodimeno che il noto egittologo Christian Jacq, il quale avrebbe spiegato il significato di quei misteriosi geroglifici.
Sembra che il cerchio col puntino in mezzo significhi sole (si pronuncerebbe “Ra”), e l’anatra significhi “figlio”; quella specie di cancelletto racchiuso in un cerchio vorrebbe dire “città”, e la mancanza dell’asta con bandierina esclude la possibilità che ci si possa riferire al “dio” del sole, per cui è accertato che quei geroglifici significherebbero:
“figlio della città del sole”, quindi “napoletano” (resta il mistero della targa).
Clamorosi sviluppi del caso del serial salsiccer:
rilasciato Bigdevil.
In seguito alla perquisizione nella sua abitazione, non sono state trovate prove a suo carico.
Gli inquirenti scuotono la testa:
“Eppure, tutto combaciava…compagno di merende, altezza, peso, atteggiamenti diabolici..eppure dobbiamo ricominciare tutto daccapo”
Gli inquirenti brancolano nel buio, mentre l’ultima segnalazione riferisce che il maniaco, penetrato nella casa di tal Polifilo, nonostante la cortina fumogena (a base di sigari toscani) da lui predisposta come antifurto (pare che il maniaco abbia usato una maschera anti-gas), abbia sottratto una indefinita quantità di salsiccie di puro cinghiale.
La cosa grave è che pare che abbia fatto a metà col gatto del proprietario, tale Sandokan. Il gatto, interrogato, nega l’addebito e si limita a leccarsi i baffi con espressione sospetta.
Richiesta di collaborazione.
Vista la difficoltà di prendere il maniaco in flagrante, ci affidiamo alla collaborazione di tutti per ogni tipo di segnalazione utile ai fini dell’indagine.
E’ stato chiesto agli inquirenti se avessero intenzione di mettere una “taglia” sulla sua testa, ma hanno replicato che non sembra loro ancora il caso, al momento pensano semplicemente a un “copia&incolla”.
Arrivano le prime segnalazioni di avvistamento del maniaco, alquanto strane, a dir la verità. C’è chi segnala la presenza di un lupo di mare, chi quella di un lupo di Toscana. E c’è chi parla di un toro (carnivoro? Incredibile), e chi, addirittura, di un cinghiale
(cannibalismo? Quale orrore!). Tutti, però, concordano di aver visto l’energumeno, uomo o animale che fosse, mentre, tra grugniti di soddisfazione, si sbafava una merenda di salsiccia di cinghiale. Dato l’aspetto selvaggio e minaccioso del maniaco, nessuno dei coraggiosi testimoni ha osato avvicinarsi.
Il parere dello “pissicolloco”
Abbiamo consultato un pissicolloco di chiara fama, ‘o figlio d’o portiere di rimpetto, l’aureato in pissicollocìa alle squole medie di Hamburger (McDonald’s).
L’illustre scienziato ha così dichiarato:
“Siamo di fronte ad un soggetto altamente pericoloso per sé e per gli altri. L’elemento particolarmente inquietante è la motivazione dei suoi atti criminosi. Non si tratta di vendetta o di questioni di soldi; quest’individuo prova un’indiscutibile soddisfazione nel compiere i suoi delitti; si capisce fin troppo bene che ci prova gusto.
Bisogna fermarlo in qualche modo, perché non lo farà da solo, o almeno non così presto. Finché un simile bruto sarà in circolazione nessuna merenda potrà dirsi al sicuro.”
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